Perché mi guardi?
Sono nato a Scutari (Albania) il 27 agosto 1987. Avevo quattro anni quando le imbarcazioni di ogni tipo cercavano le raggiungere le coste pugliesi; mio fratello era su una di queste. Sono cresciuto nel clima confuso e violento del post-comunismo ma, fortunatamente, la mia famiglia mi ha permesso di studiare e di conseguire la prima laurea in Psicologia presso la Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università “Luigi Gurakuqi” di Scutari, titolo che mi ha permesso poi di insegnare presso due licei (Scutari e Tirana).
Il mio interesse per la psicologia mi ha portato quindi a proseguire con un Master di Consulenza Psicologica presso l’Università di Scienze Sociali di Tirana.
Nel 2010 poi l’evento che ha segnato la svolta fondamentale della mia vita: il mio arrivo in Italia per accompagnare ed assistere mia madre in un importante intervento chirurgico.
Nello stesso anno ho conseguito il Master in Formazione Interculturale e linguistica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, acquisendo poi nel 2013 la Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e interventi sulla comunità presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel frattempo lavoravo come educatore, sia in Albania che in Italia.
Attualmente sto frequentando la Scuola di Specializzazione in Psicodramma a Milano.
Oltre agli studi, grandi passioni della mia vita sono state la danza, la moda, cinema ed il teatro. Ho fatto anche l’attore e il regista, oltreché il fotomodello; i miei primi lavori a Milano e anche all’estero sono stati : eventi di showroom, book fotografici per vari clienti, ecc..
La mia vita personale e la mia produzione artistica sono strettamente intrecciate.
Dall’esperienza di assistenza di mia madre in ospedale nasce la mostra “Il distacco impossibile” che ho presentato nel 2016 per la prima volta preso sala R. Birolli a Verona. Ho scelto la fotografia per dare forma a livello visivo ad una realtà, un vissuto. Mi sono messo a nudo perché si trattava di un vissuto personale. Mi sono spogliato davanti alla macchina fotografica e mi sono avvolto in una membrana trasparente (che vuole simbolizzare il sacco amniotico) bagnata, per far sentire nel mio corpo questa “epidermide” appiccicata alla mia pelle … Nel ricostruire questo processo di nascita ho avuto la possibilità di vivere un’emozione forte: avvolto da adulto nel sacco amniotico, dal quale cercavo di uscire. La metafora è di un adulto che deve trovare la forza di aprire il proprio mondo al mondo esterno.
Il libro che ho pubblicato lo scorso anno con Talos Edizioni “Ciò che conta” riguarda le relazioni fra le generazioni della famiglia transnazionale fra Italia e Albania: è un tema che tocca la mia esperienza personale e quella di molte altri miei connazionali. Così come il lavoro di mediatore culturale.
Un cortometraggio che sta per uscire (CIR) “Who am I” consiste in presentazione delle realtà vissute di richiedenti asilo attualmente a Verona, dove vivevo fino a qualche mese fa, e di italiani sull’ “accoglienza” a loro riservata.
Nell’estate del 2017 sono tornato per un breve periodo nel mio paese, l’Albania. Mentre mi trovavo a casa dei miei genitori, ho scoperto in un vecchio armadio dieci abiti confezionati da generazioni di donne che hanno fatto parte della famiglia, a partire dalla mia trisavola.
Davanti ai miei occhi avevo pagine e pagine di tessuti e ricami che, come parole su un foglio, raccontavano le miei origini e la mia storia familiare, grazie a tutte le donne che hanno indossato e vissuto quegli abiti nel tempo.
Non sono solo indumenti, ma testimonianze della genealogia di una famiglia, in modo particolare di donne che con dedizione e perseveranza hanno lavorato nell’ombra della mura domestiche. Le mie ave, se pur costrette fra le faccende di casa e la cura del focolare, hanno dedicato tempo infinito a cucire quegli abiti, e non hanno mai trascurato il loro essere donna, madre, moglie e figlia. Ogni abito è diverso perché è la storia di ciascuna di loro.
Ora sto lavorando con le donne della mia famiglia, stiamo preparando la collezione.
La collezione, è un tributo alle donne e al ruolo che ricoprono nella vita: grandi lavoratrici e combattenti coraggiose. REGJINA veste donne con una personalità e carattere forte, donne fresche e che trasmettono tanta trasparenza vitale e leggerezza. La collezione veste donne dal nome REGJINA.
Mi esprimo soprattutto con l’immagine perché è un aspetto che ho percorso da sempre; l’esigenza fondamentale ora è quella – attraverso l’accettazione della mia storia – di riflettere su ciò che ho voluto farne, per poter raccogliere il senso.
Mi rendo conto che la mia immagine, come la percepisco, è cambiata dalla fototessera di quando sono arrivato in Italia.
Sono partito da piccolino attorniato da molte persone che mi “guardavano”.
Mi chiedevo: perché mi guardi?
Ora per me gli occhi sono il contatto con la persona.
Christian_raggi una edizione straordinaria che debutta in grande stile a Roma. Un ringraziamento ai vip presenti: Valeria Marini, Garrison Rochelle, Monica Paparo, Giulia Luzzi, Fioretta Mari, Enio Drovandi, Ilian Rachov e tanti altri, a cui si aggiungono gli ospiti istituzionali tra cui il senatore Razzi e l’onorevole Benzoni. Organizzazione di Cristian Raggi (Raggi lampadari Creation), direttrice artistica Ketty Bellini, acconciature e Make Up di Ivan Tagliani e Silvia Favarzani, abiti della stilista Flora Cappucci, fotografie di Valerio di Silvestro. Un ringraziamento speciale in primis all’imprenditore e protagonista Alfonso Senatore, seguono Mattia Bertanza e Lucia Uggeri. Grazie anche a Chalet San Martino di Iseo. Il nostro affetto e stima al ristorante Trinità dei Monti e Ristorante La Rampa, tutti straordinari professionisti.
Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno ospitato Atelier RREGJINA e suoi ragazzi :
Roberto Sammartino ( social media manager del brand RREGJINA), Nicolò Travella (giovane attore), Daniela Caimi ( fotografa) e Alice Caimi volto di RREGJINA a questo meraviglioso evento: organizzato da Christian Raggi (Imprenditore Bresciano) e soprattutto un amico. Grazie ancora e buone festività a voi e alle vostre famiglie
Atelier RREGJINA 2026
