Valerio Martino – Intervista esclusiva

A un mese esatto dall’uscita del suo primo album da solista, Amatoriale, Valerio Martino si conferma come uno dei nuovi volti più apprezzati della scena indie­cantautorale italiana. Il singolo “La canzone che nessuno canterà”, in rotazione radiofonica dal 27 giugno, è ormai consolidato tra i brani più trasmessi, mentre i primi live confermano la forza del progetto dal vivo.

INTERVISTA

Il tuo nuovo singolo “La canzone che nessuno canterà” è il secondo capitolo di una storia d’amore iniziata con “Non siamo Jedi”. Che evoluzione emotiva e narrativa c’è tra questi due brani?

“Non siamo Jedi” è più sull’accettazione di quello che siamo. A volte nella coppia si tende a criticarci a vicenda perché non siamo perfetti come nelle storie da film, ma dovremmo accettare che siamo esseri umani e apprezzare di più le nostre sfumature e fragilità. Invece “La canzone che nessuno canterà” parla di una storia d’amore tortuosa e complicata nella quale però ho trovato l’opportunità di cambiare e crescere riuscendo a non fuggire come ero abituato a fare.

Hai raccontato che la canzone è nata la sera in cui hai iniziato a convivere con la tua ragazza. Quanto c’è di autobiografico nel tuo modo di scrivere e quanto invece lasci spazio alla finzione narrativa?

In generale è tutto molto biografico, anche se poi parlo molto attraverso immagini e sensazioni per non essere didascalico, e per allargare il discorso a un livello un po’ più ampio, perché poi le sensazioni e le storie possono risuonare in chiunque ascolta. La canzone in cui ho inventato di più è sicuramente “Febbre Spagnola”, che è molto ironica, e nella quale ho preso spunto da una storia vera, ma l’ho sviluppata aggiungendo molti particolari.

Nel brano parli di felicità che risiede nelle cose che “non si possono raccontare all’esterno”. Cosa intendi con questa affermazione?

Io ho sempre avuto estreme difficoltà a rimanere nei rapporti, e questo dipende dalla mia storia personale molto complicata. Così anche in questa storia ho combinato grandi casini, e quindi in un certo senso, è una storia che non si può capire dall’esterno. 

L’arrangiamento street-pop di “La canzone che nessuno canterà” si distingue per semplicità e crudezza. Come sei arrivato a questa scelta stilistica e cosa volevi comunicare attraverso questi suoni?

Semplicemente la realtà è così, imperfetta, mai prevedibile, e piena di storture. Qualsiasi cosa tu possa osservare o toccare, non ha niente di perfetto, ma anzi è ricco di sfumature e infiniti particolari. Perciò anche nella mia musica non volevo creare artefatti, o troppi suoni finti o post-prodotti. Mi piace molto il suono del live, o della sala prove, mi piacciono i dischi in cui si sente che gli strumenti sono effettivamente suonati da qualcuno, e non scaricati da qualche software o peggio ancora da youtube.

Il videoclip è costruito sulle reazioni genuine degli ascoltatori al primo ascolto. Cosa ti ha colpito di più nel rivedere quei volti e quelle emozioni?

Sono rimasto sorpreso da quanto il video sia diventato dinamico e da quanto catturi l’occhio grazie alle espressioni e alle reazioni delle persone. Ci sono molte scene toccanti ma anche divertenti. Non essendoci nulla di scritto ma essendo tutto spontaneo, pensavo che sarebbe stato molto più statico, invece è fresco e coinvolgente.

“Amatoriale” è un album che unisce punk, brit-rock e pop acustico. Come sei riuscito a far convivere queste anime così diverse in un unico progetto coerente?

Molto del merito va a Samuele Cangi, il mio produttore, e poi ha aiutato il fatto di aver suonato tutto insieme alle stesse persone, agli stessi amici…questo in qualche modo ha creato un carattere, un suono, riconoscibile in tutto il disco.

Il titolo dell’album, “Amatoriale”, richiama un’idea di spontaneità e libertà. È anche un modo per rivendicare una forma di autenticità lontana dalle logiche commerciali?

Sì. Spesso usiamo il termine “amatoriale” in senso negativo o dispregiativo, mentre io credo che chi fa una determinata cosa amatorialmente, la fa esclusivamente per piacere, per passione, cioè per completo divertimento, e senza dover seguire nessuna regola o logica di mercato. Questo è un po’ lo spirito con cui ho e abbiamo realizzato tutto il progetto, e così continuiamo anche nei concerti.

Hai deciso di registrare il disco con amici, mantenendo anche gli errori e le imperfezioni. Quanto è importante per te la dimensione collettiva e artigianale nella creazione musicale?

Per me è fondamentale creare qualcosa che possa rimanere un bel ricordo nel tempo. Avrei odiato risentire il mio album tra 10 anni e non riconoscere le nostre pennate sulle chitarre, o sentire la voce modificata dall’autotune. Addirittura abbiamo mantenuto le risate alla fine e all’inizio di qualche pezzo. Se cerchi una foto di un bel viaggio che hai fatto, vuoi effettivamente che rappresenti quel momento il più possibile fedelmente, non è che ti metti con photoshop a disegnarti muscoli finti o a cancellare le nuvole…non avrebbe senso.

In un’epoca dove l’autotune e la produzione ultra-levigata sono all’ordine del giorno, credi che ci sia ancora spazio per la “verità” musicale, quella che traspare anche dagli sbagli?

Sì, credo che ci sia sempre stato spazio per una ricerca più profonda di sensazioni e di significati, le varie forme d’arte servono a questo. E credo anche che questo spazio sia sempre stato un po’ nascosto dietro una quantità infinita di spazzatura e di cose fatte senza amore. Ma da un certo punto di vista è bello anche dover scavare un po’ per trovare qualcosa che ci smuova dentro.

Se dovessi descrivere l’esperienza di realizzare “Amatoriale” con una sola parola, quale sceglieresti e perché?

Descriverei Amatoriale come un’esperienza “Libera”. Nessun preconcetto, nessun binario da seguire, nessun modello a cui aderire. Unica regola, fare solo quello che ci diverte, e che ci piace.


 Dati di uscita e airplay radio

  • Il brano è entrato in rotazione sulle radio italiane mercoledì 27 giugno 2025 e ha anticipato l’uscita digitale e fisica del disco Amatoriale, pubblicato dall’etichetta Blackcandy Produzioni il 4 luglio, come riportato da EarOne

  • Secondo SongData il disco ha un indice di “popolarità” pari a circa 8 %, cifra di rilievo per un artist emergente


 Il brano e il concept dell’album

  • “La canzone che nessuno canterà” prosegue idealmente il racconto iniziato con “Non siamo Jedi”, con uno spirito street-pop che mira a esaltare la realtà emotiva senza artifici. L’artista enfatizza l’imperfezione, la sincerità e un suono volutamente “sporco”, nel desiderio di raccontare un amore vulnerabile ma reale 

  • Non sono mancate le reazioni emotive a caldo: il videoclip ufficiale — realizzato con la regia di Samuele Cangi, presso il Blue Moon Rec Studio a Bottai (FI) — raccoglie le espressioni genuine delle persone invitate ad ascoltare il brano per la prima volta, in un set minimale (divano + cuffie) e senza trucchi .

  • L’approccio “amatoriale” è insito nel titolo: uscito dall’esperienza con gli Street Clerks, Valerio Martino ha voluto registrare con amici, conservare risate e sbavature inedite e respingere l’uso di autotune o suoni digitali troppo levigati .


 Tour, live e prossimi appuntamenti

  • Fino a oggi Martino ha realizzato cinque concerti estivi, prima di una breve pausa estiva; l’artista ha annunciato su Diffusioni Musicali che la ripresa è prevista in autunno, quando riprenderà il calendario di live dove proporrà live band con i suoi amici musicisti 

  • Il 13 agosto sarà special guest di Cisco (ex-Modern City Ramblers) allo Spazio Sandro Pertini, Pontedera, in occasione della Festa Rossa Lari 2025 (ingresso gratuito) .

  • Ha parlato apertamente del desiderio di continuare suonando i pezzi del disco dal vivo:
    «Il live con i ragazzi sta venendo una bomba e non vedo l’ora di portarlo ovunque» — ha raccontato a Blasting News.

  • Inoltre, nel corso dell’intervista al Corriere dello Spettacolo, ha spiegato che ogni pezzo di Amatoriale nasce da pezzi di vita vissuta, con l’obiettivo di esprimere due anime artistichetti conviventi (indie-punk e cantautorato acustico), sostenute da un desiderio di libertà vero e autentico .


 Titolo, tracce e credenziali

Tracklist di Amatoriale (uscito il 4 luglio 2025):

  1. Scusate il ritardo

  2. Qualsiasi cosa stai pensando

  3. Gabriele

  4. Uomini del Duemila

  5. Febbre Spagnola

  6. Non siamo Jedi

  7. Salutava sempre

  8. La canzone che nessuno canterà

  9. La vita intera 

Chi è Valerio Martino?

  • Autore, voce e chitarra degli Street Clerks, compagine nota per X Factor, il Dopofestival di Sanremo e “E poi c’è Cattelan”.

  • Inizia il progetto solista come un percorso terapeutico, fra indie-punk e cantautorato, nato “dall’incontro inconsueto […] con una lunga psicoterapia” e da una scrittura che mira al cuore della realtà quotidiana, imperfetta e generosa.


Prossimi sviluppi

  • Live tour autunnale: entro l’estate verranno pubblicate le nuove date sui social (Instagram, Facebook, YouTube) secondo quanto anticipato in un’intervista .

  • Nuove versioni/dischi: Martino ha già iniziato a scrivere materiale inedito: un eventuale secondo album è l’orizzonte su cui punta, senza fretta ma con rinnovata ispirazione.

  • Collaborazioni e contaminazioni: dalle dichiarazioni emerge il sogno di un duetto con artisti come Niccolò Fabi, simbolo di una scrittura che sposa vissuto e poesia popolare .


 Il progetto Amatoriale ha già superato la fase del semplice debutto: a un mese dall’uscita, con un videoclip che punta sulla reazione autentica e una serie di live già applauditi, Valerio Martino si conferma artista attuale, sincero e in crescita. La canzone che nessuno canterà è già una delle forme più lucide di cantautorato contemporaneo: crudo, vulnerabile, vero

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