Carmen Di Terlizzi – Bagliori di Eternità

Articolo a cura di Giuseppe Rocchetta

Bagliori di eternità il Romanzo sui Bronzi di Riace costituisce un’opera importante in quanto oltre a ripercorrere le vicende che hanno portato alla scoperta dei guerrieri delinea con precisione la storia e quella che era la vita nella Grecia Antica di cui tutti noi siamo figli. Una quotidianità dove il momento fondamentale era rappresentato dal gioco, dalla scultura, la Grecia contava grandi architetti che hanno ideato opere ancora oggi esistenti come i templi. Emblematiche le figure degli eroi di un tempo, delle rappresentazioni, delle divinità che nel testo trovano dettagliata esposizione. Si può concordare certamente con l’autrice sul fatto che tutte queste ricchezze di cui rimangono ampie testimonianze non hanno ricevuto nel tempo la giusta valorizzazione, un fattore negativo di non poco conto, in quanto con le giuste misure questi tesori avrebbero potuto costituire un volano di crescita e di sviluppo della terra di Calabria, contribuendo a farla emergere e a proiettarla con maggiore slancio nel panorama europeo. Il testo introduce una figura importante nella storia del ritrovamento, quella del giovane Alfredo Laganà, un ragazzo che insieme ai suoi amici scopre per primo i due guerrieri ma che non ne fa parola con nessuno, tanto che nonostante lo smisurato amore e l’attaccamento per la sua città di origine lascia la Calabria ed emigra in Canada. La visione dei due bronzi segna profondamente la vita del giovane che ricorrentemente sogna quell’episodio questo lo induce dopo molti anni a far ritorno in Calabria. La vicenda di Alfredo è di un’attualità disarmante: tocca il tema dolorosissimo dell’espatrio in massa dei giovani dall’Italia e, particolarmente, dalle terre del sud. Giorno dopo giorno i giovani toccano con mano le potenzialità che il Sud possiede e sentendole drammaticamente inespresse partono. Il fenomeno negativo colpisce maggiormente proprio le piccole realtà come quella che ha visto il ritrovamento dei famosi Bronzi. Nel romanzo, la fuga delle nuove generazioni che vivono il dramma dello spopolamento racconta una piaga che mette in pericolo la sopravvivenza di servizi fondamentali per i piccoli borghi del Meridione. Alfredo, che rappresenta il futuro ed il passato, risponde però ad un senso di appartenenza che non si spezza. La necessità di fare ritorno nella terra natìa è più forte di ogni delusione. A tutti gli effetti, dunque, questo è un romanzo che tenta una diversa narrazione della terra di Calabria, un’inversione di tendenza in una cultura dell’abbandono che invece stavolta è cultura di apprezzamento e valorizzazione dell’immensa ricchezza di cui essa è portatrice. Sul Tempio di Apollo a Delfi è scritto: “Conosci te stesso”. Ecco, questo è il messaggio che in fondo questo romanzo lancia a tutti: imparare a conoscere la realtà che ci circonda e contribuire a divulgarne la forza con vanto ed orgoglio.

 

2 commenti su “Carmen Di Terlizzi – Bagliori di Eternità”

  1. Carmen Di Terlizzi

    Grazie della bellissima, puntuale,accurata recensione all’Assessore Giuseppe Rocchetta.Grazie anche al dott.Paolo Paparella,Direttore di questa importante rivista nazionale sempre attenta ai temi della cultura e dello spettacolo.Un ringraziamento alla Direttrice Artistica del Teatro Comunale di Aiello Calabro,Angelica Artemisia Pedatella e a tutta l’Amministrazione Comunale per aver organizzato l’evento dedicato al mio romanzo.
    Carmen Di Terlizzi

  2. Ho letto il libro e devo dire che trovo centrato il suo contenuto in questo articolo.Sarò di parte,in quanto calabrese,ma la nostra terra ha bisogno di persone che sappiano amarla e raccontarla come in questo meraviglioso romanzo.

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