Vers – Itaca

VERS-ITACA E LA CALABRIA DA SCOPRIRE

Nuova pubblicazione per Giacovelli editore e una terra da rivivere tra parole magiche e immagini emozionanti.

La riva mediterranea porta in primavera nuovi approdi: aprile respira con una ventata di novità e la Calabria rinasce sotto l’egida di Itaca con la nuova opera letteraria, un romanzo-poesia ad opera di Raffaele Donato e Angelica Artemisia Pedatella con le illustrazioni fotografiche di Lorenzo Cardamone: VERS-ITACA, per Giacovelli editore (2024). In attesa del maggio dei libri e dell’esposizione nazionale a Torino, dove il libro sarà presente, i tre autori raccontano la nuova avventura. Si tratta di tre esperienze che si intersecano per dare vita ad un’opera originale in cui mitologia, rilettura critica, avventura e lirica si sovrappongono. Già poeta navigato e dalla scrittura aerea con due straordinarie pubblicazioni alle spalle di cui Vers-Itaca è la terza tappa, Raffaele Donato è stato Icaro in Le lune di Icaro e Fuga dal Labirinto (Porto Seguro editore, 2022) svelando i misteri della psiche che sostituisce al sole la luna e tenta di fuggire dai propri incubi; approdando ad Itaca corona una trilogia di trasformazione in cui l’esperienza di vita e l’opera letteraria si intrecciano creando una simbologia contemporanea del mito. Nuova immersione mitologica anche per la magnetica Angelica Artemisia Pedatella che dopo il viaggio nelle memorie e nei sogni proibiti e mistici degli eroi dell’Iliade con Ilios. La città brucia (Pioda Imaging editore, 2021), attraverso le visioni struggenti di Cassandra, raggiunge ora il cuore del racconto omerico dell’Odissea, una tappa sfiorata già con il percorso nella malvagità femminile tra maghe, streghe e sirene (Le donne più malvagie della storia d’Italia, Newton Compton editore, 2015), svelando le verità profonde che hanno fatto dei poemi antichi eredità perenne dell’umanità. È stata viaggiatrice tra i misteri dei simboli, poi si è intrufolata tra i pensieri di Cassandra e approda all’identità di Arianna che, ingannatrice e ingannata, deve sperimentare l’abbandono per ritrovare l’euforia della vita, sull’isola. Ad accompagnare le visioni dei due autori ci sono le immagini della fotografia visionaria e istantanea di Lorenzo Cardamone, giovane autore calabrese che dopo le diverse esplorazioni della terra di Calabria, sceglie alcune istantanee che rilanciano messaggi precisi di rinascita e resilienza di una terra mediterranea che resiste ai millenni e ha sempre nuovi messaggi per il mondo. E proprio questo è il punto che rimarca l’importanza di questa nuova uscita: la visione di una Calabria, come l’antica Itaca, che è terra di approdo e terra che offre messaggi da decodificare per una nuova umanità che cerca se stessa. Un’intervista a tre agli autori ci svela qualche aspetto inedito di questo viaggio. Il libro, infatti, intreccia la poesia al racconto in prosa delle tappe principali dell’Odissea, in cui i pensieri, le pulsioni, le visioni dei personaggi omerici (Ulisse, Telemaco, Penelope, Elena, Antinoo e gli altri) si raccontano con un linguaggio contemporaneo per svelare il verso significato delle loro vicende. Sei domande per scoprire le loro prospettive e l’immagine intrinseca di quest’opera misteriosa e affascinante.  

Perché un libro a sei mani?

RAFFAELE: Scrivere richiede spesso un atto di separazione, uscire dalla banalità, guardare il mondo davanti a se stessi con una nuova prospettiva, lontano da contaminazioni Per questo quando si incontrano stimoli nuovi, la sollecitazione diventa sinergia di bellezza e radici. Il mio scrivere è in quest’opera il mio omaggio ad Angelica e Lorenzo.

ANGELICA ARTEMISIA: Amo i viaggi e le sperimentazioni. Quando Raffaele ci ha offerto di condividere la terza tappa del “suo” viaggio, dopo aver letto la mia precedente Ilios, mi è sembrato straordinario intraprendere l’avventura. Entrambi stavamo vivendo, per motivi diversi, percorsi di vita tortuosi e intrecciarli in una scrittura che ci avrebbe svelato il significato di quello che stavamo vivendo credo che sia il senso ultimo della scelta comune di essere autori. Scrivere è liberare l’anima e concederla al mondo.

LORENZO: Questo è un libro che ha al suo interno delle prospettive diverse di guardare la Calabria. Angelica, Raffaele ed io non solo portiamo esperienze di vita diverse riguardo la nostra terra, ma anche l’espressione artistica è diversa: la prosa, la poesia e la fotografia. Tutto questo col richiamo dell’Odissea (il libro si intitola infatti VERS-ITACA) fa sì che il lavoro scaturito dalla sinergia sia molto originale e quindi si dà ai lettori una visione diversa e più variegata della Calabria. Questo mi piace.

Cosa rappresenta per te Ulisse?

RAFFAELE: Ulisse diventa esigenze di essere individuo dentro la sua Itaca spesso senza dialogo, un uomo moderno che non vive in uno spot mediatico. Il mio Ulisse conosce le prospettive dell’inscindibile dal suo modo di essere ricercatore, che diviene terra per non essere più un Icaro ”trasgressivo”: si fa umile e contadino.

ANGELICA ARTEMISIA: Ulisse è colui che deve scoprire perché è un re, il ricercatore dell’anima. Non può tornare, infatti, se non scopre il perché del suo desiderio di ritorno e, soprattutto, se non supera la prova finale di fronte a Penelope. Ulisse mi ha insegnato che per tornare “a casa”, per sentirci “a casa” (e la casa è sempre più vicina di quel che pensiamo, come tutti i “veli di Maya” ci insegnano nella ita), dobbiamo capire chi siamo profondamente. E per farlo, dobbiamo affrontare i nostri vizi, le nostre perdite, gli errori, con il coraggio di non fermarci.

LORENZO: Ulisse rappresenta per me l’immagine ideale dei viaggiatori. Siamo in un continuo viaggio fisico, mentale e spirituale e mi sono rivisto in lui quando, non solo per questo lavoro, ho viaggiato in diversi luoghi calabresi affrontando le varie sfide che mi si presentavano davanti.

Perché Itaca è la Calabria? 

RAFFAELE: Perché io sono nato in Calabria e sono calabrese. Il mio percorso è inesorabile ed è compito del mio essere poeta costruire i tasselli della mia Calabria piena di guerre fratricide, a volte anche per le strade del mondo, che diventano pregiudizi solo di una piccola cellula impazzita. Dobbiamo vestirci di valori come ci hanno insegnato nella nostra antica memoria.

ANGELICA ARTEMISIA: Itaca è diventata per me il luogo ideale, la “casa”. Sono calabrese, la mia Itaca è necessariamente la Calabria. È lei che mi svela chi sono, da dove vengo, che cosa devo imparare dalla vita. Viviamo in un mondo che ha il mito del viaggio, dell’allontanarsi dalla terra in cui nasci, dell’emigrazione ad ogni costo per cercare “una vita migliore”. Itaca ci ricorda che nulla è meglio di ciò che sei e ciò che sei è indissolubilmente legato alla tua terra. Ulisse non avrebbe potuto essere davvero re in nessun altro posto del mondo. 

LORENZO: La Calabria rappresenta le nostre radici, quindi è stato un accostamento molto naturale. Si vive e si muore con le proprie radici nel cuore. Noi abbiamo avuto la consapevolezza di questo.

Com’è stato lavorare con gli altri due autori di quest’opera?

RAFFAELE: Lavorare insieme mi ha dato concretezza: i valori si fanno unici, porto con me la poesia fotografica di Lorenzo, che mi ha svelato aspetti incredibili di questa mia terra e, nonostante io sia cresciuto in Calabria, alcuni luoghi non li avevo mai accarezzati. Angelica mi ha insegnato a “recuperare” e ci siamo raccontati parola su parola e supportati sempre. L’amicizia tra un uomo e una donna si fa vita e tempo con i nostri cambiamenti.

ANGELICA ARTEMISIA: Quando si affronta una simile operazione c’è sempre il pericolo di non “trovarsi”: ma eravamo tutti e tre in viaggio alla ricerca umile di noi stessi e questo non è mai successo. Abbiamo lavorato mettendo insieme le nostre solitudini interiori. Raffaele mi ha dato visione e coraggio, non avrei mai intrapreso un’opera del genere, perché non credevo di poterlo fare. Lorenzo è praticamente mio fratello e lavoriamo insieme da tempo. Questa è stata un’altra tappa della nostra amicizia profonda e della comunione artistica che ci lega. 

LORENZO: Angelica e Raffaele sono due artisti con cui ho l’onore di lavorare da diverso tempo e dalla cui sensibilità mi sono lasciato ispirare per questi scatti. Raffaele è un poeta e una persona che stimo tanto e che ringrazio per avermi chiamato in questo progetto. Mi ha fatto sentire la sua fiducia lasciandomi esprimere come meglio credevo, nonostante questo sia il mio primo lavoro fotografico per un libro. Con Angelica ci conosciamo da più tempo e ci troviamo ad occhi chiusi, anche se lei ha sempre la capacità di stupirmi. C’è una forte affinità tra noi, sia personale che lavorativa, e questo fa sì che escano sempre nuovi spunti per migliorare.

Perché Icaro si trasforma in Ulisse?

RAFFAELE: Tutto si è fatto naturale in me.

ANGELICA ARTEMISIA: Quando ho incontrato Icaro (alias Raffaele Donato) era pronto ad uscire dal labirinto con le sue gambe… era assolutamente necessario diventasse Ulisse. E in quel labirinto c’era Arianna che da un’isola all’altra avrebbe incontrato il suo destino!

LORENZO: Trasformarsi è necessario e anch’io ho vissuto la mia trasformazione. La fotografia l’ho incontrata diversi anni dopo aver iniziato il mio percorso con la videografia. È stato un incontro di necessità, perché mancava fisicamente qualcuno che facesse degli scatti nei vari lavori del team di artisti di cui faccio parte (Compagnia teatrale BA17), di cui Angelica è presidente. Quindi dopo un po’ ho preso la mano anche con la fotografia che rappresenta dunque per me il mezzo più immediato per mandare un messaggio.

Cosa pensi di aver profondamente imparato da questo percorso letterario?

RAFFAELE: Lavorare con Angelica significa raccogliere pensieri, idee, conoscenza, una sceneggiatura di profumi che sanno di bergamotto e vento di culture che si fanno cielo e mare.

ANGELICA ARTEMISIA: Ho affrontato una sfida, ho viaggiato con Ulisse, con la fortuna di avere compagni di viaggio stabili e veri. Sono felice. Ho imparato che quando si parte, si approda. Non è facile approdare, ma quando ce la fai, perché hai imparato a conoscere e a superare i tuoi limiti, ti trovi di fronte il porcilaio Eumeo e forse è un principe, il tuo migliore amico, l’immagine della lealtà, così si torna a casa. 

LORENZO: Non dico di aver imparato, ma di essermi allenato nell’ascolto e nell’immaginazione. Sicuramente con la promozione del libro vedrò altre cose e mi sarà utile l’allenamento. Ho tanto da imparare e spero che sia sempre così.

FOTO DI LORENZO CARDAMONE

2 commenti su “Vers – Itaca”

  1. Franco Pedatella

    “VERS-ITACA” è un libro straordinario, anzitutto perché lega tre forme d’arte (poesia, prosa e fotografia) che esprimono una realtà che ne risulta rappresentata ed esaltata ne sue forme fisiche ed ideali, in secondo luogo perché questa realtà ne risulta esaltata nei suoi valori ideali e simbolici, capaci di parlare all’uomo nella sua varietà fisica ed intellettuale. Il libro scopre lati paesaggistici e mitologici, quindi anche fantastici, della Calabria, quindi si rivolge sia ai Calabresi che agli uomini tutti nel mondo, portandoli a compiere sia un viaggio reale sia un viaggio psicologico nel proprio mondo psichico attraverso personaggi mitologici che sono giganti della letteratura antica, nella prospettiva di una riscoperta di sé stessi attraverso il viaggio della propria vita che li porta nella propria patria geografica ed interiore.

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